Livecity.it » Archivio » Recensione “Splendor”, di Ettore Scola (1988)
Un vero e proprio esempio di cinema metacinematografico che racconta puntigliosamente, e forse un po’ troppo cinicamente e pessimisticamente, della morte di un’arte o comunque della fine della sua grandezza (“E’ il cinema che è diventato piccolo”,... Esplicativi al riguardo risultano essere l’incipit e il finale in cui uno sgabello posto di fronte allo schermo mostra alla perfezione il rapporto che si viene a creare tra protagonista e oggetto del suo sguardo, sia dal punto di vista materiale... Pur mancando di una carica emotiva e trascinante come quella che contrassegna molto positivamente il capolavoro di Tornatore, questo “Splendor” colpisce per la profondità del punto di vista, dello sguardo sul tema affrontato, della precisa volontà... Jordan, gestore del cinema Splendor in quel di Arpino, si ritrova a dover affrontare la crisi del cinema a causa della preponderanza della televisione e dell’impoverimento culturale che si abbatte sulla settima arte. Trattasi del ben più famoso e amato “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore e del meno conosciuto “Via Paradiso” di Odorisio....
Read more...